martedì 28 luglio 2015

AGONISMO RAGAZZI


PROTEZIONE CIVILE ABRUZZO

MISURE DI AUTOPROTEZIONE IN CASO DI INCENDIO
Come comportarsi

Per evitare un incendio:

• non gettare mozziconi di sigaretta o fiammiferi ancora accesi, possono incendiare l'erba secca;
• non accendere fuochi nel bosco. Usa solo le aree attrezzate. Non abbandonare mai il fuoco e prima di andare via accertati che sia completamente spento;
• se devi parcheggiare l’auto accertati che la marmitta non sia a contatto con l'erba secca. La marmitta calda potrebbe incendiare facilmente l’erba;
• non abbandonare i rifiuti nei boschi e nelle discariche abusive. Sono un pericoloso combustibile;
• non bruciare, senza le dovute misure di sicurezza, le stoppie, la paglia o altri residui agricoli. In pochi minuti potrebbe sfuggirti il controllo del fuoco.

Quando l'incendio è in corso:
• se avvisti delle fiamme o anche solo del fumo telefona al 1515 per dare l’allarme. Non pensare che altri l'abbiano già fatto. Fornisci le indicazioni necessarie per localizzare l'incendio;
• cerca una via di fuga sicura: una strada o un corso d'acqua. Non fermarti in luoghi verso i quali soffia il vento. Potresti rimanere imprigionato tra le fiamme e non avere più una via di fuga;
• stenditi a terra in un luogo dove non c'è vegetazione incendiabile. Il fumo tende a salire e in questo modo eviti di respirarlo;
• se non hai altra scelta, cerca di attraversare il fuoco dove è meno intenso per passare dalla parte già bruciata. Ti porti così in un luogo sicuro;
• l'incendio non è uno spettacolo, non sostare lungo le strade. Intralceresti i soccorsi e le comunicazioni necessarie per gestire l’emergenza.

domenica 5 luglio 2015

IL TRICOLORE PIU' BELLO AL MONDO

Questo pomeriggio l’esibizione della Pattuglia Acrobatica Nazionale nel Golfo di Vasto.

San Salvo 05.07.2015. A distanza di due anni le Frecce Tricolore tornano ad esibirsi lungo il litorale vastese e sansalvese. Dopo le prove di ieri pomeriggio, la Pattuglia Acrobatica Nazionale sfreccerà quest’oggi sul golfo di Vasto.
La Pattuglia Acrobatica Nazionale, più nota con il nome di Frecce Tricolore, dell'Aeronautica Militare Italiana, dal 1961 si esibisce in tutto il mondo esportando la bellezza e l’orgoglio italiano. Con dieci aerei, di cui nove in formazione e uno solista, sono la pattuglia acrobatica più numerosa e più spettacolare al mondo.
San Salvo.net

AUGURI DAVIDE...

IERI SPOSI..................


Sabato 04 luglio 2015,  nella Chiesa del S.S. Cuore di Gesù in Lanciano, si è svolto il matrimonio del nostro Maresciallo Davide De Rosa, con la bellissima e stupenda Luana.
 
Ai nostri sposi, le più sentite congratulazioni e un augurio di un percorso sempre uniti.
 
La direzione.

domenica 28 giugno 2015

AD UN AMICO.......

II° MEMORIAL GIUSEPPE NINNI.  
 
Roccaspinalveti (Ch) 28.06.2015. Una grandiosa manifestazione di sport e amicizia per ricordare un grande uomo, socio e Agente della nostra Associazione, scomparso ormai da tre anni.
Alla sua famiglia,  i più sentiti ringraziamenti per quanto hanno realizzato in data odierna con la festa dello sport, dove i veri protagonisti sono stati i suoi ragazzi, pulcini e giovanissimi del calcio.

PROTEZIONE CIVILE

Protezione Civile di Casalbordino, 18 anni al servizio del territorio
Presente la delegazione di rappresentanza di Protezione Civile dell’ARCI PESCA FISA Chieti

Casalbordino 27.06.2015 - Una giornata di festa per celebrare il gruppo di Protezione Civile Madonna dell'Assunta di Casalbordino che ha tagliato il traguardo della maggiore età. Dal 1997, infatti, i volontari casalesi sono impegnati in tante attività sia nel loro Comuni che nei luoghi che, negli ultimi anni, sono stati interessati da calamità naturali. La giornata di ieri è stata vissuta con intensità da tutte i gruppi di protezione civile, in particolare quelli aderenti al Coordinamento territoriale del Vastese (ARCI PESCA FISA – Chieti ed altri), che hanno partecipato ai vari momenti organizzati dall'associazione guidata dal presidente Tommaso Bucciarelli. In mattinata un convegno sul ruolo e le competenze della PC, poi, nel pomeriggio, piazza Umberto I ha ospitato diverse simulazioni di intervento.

venerdì 26 giugno 2015

SEMPRE LORO.......

RISSE, VELENO E SCARICHE ELETTRICHE. BRACCONIERI DELL’EST TERRORE DEI FIUMI DI EMILIA ROMAGNA, VENETO E LOMBARDIA. COSÌ I PESCATORI DI FRODO DEVASTANO L’ECOSISTEMA

Pescatori di frodo romeni e ungheresi devastano l’ecosistema per catturare e rivendere i giganteschi «siluri». «I cefali penzolavano dagli alberi. La terra intorno era un deserto. Né uccelli né animali. Erano appena passati i Lipoveni», racconta un agente del Corpo Forestale. «Portano via tutto quello che trovano. È un’ecatombe. Due anni e sarà finito tutto».
Nel silenzio dei fiumi di Emilia Romagna, Veneto e Lombardia ogni notte si combatte una battaglia che «sta facendo sparire tutto il patrimonio ittico fluviale». I predoni sono trecento fra «lipoveni», pescatori professionisti romeni di etnia russa, provenienti dal delta del Danubio (Tulcea); romeni e ungheresi, che con una settantina di barche razziano pesci passando da un fiume all'altro, senza fermarsi davanti a niente. I lipoveni sono famosi nell’Est perché dove passano i fiumi si desertificano. Quando sul Danubio si sono accorti che l'80% del loro patrimonio ittico era depredato sono passati agli arresti a raffica, confische ed elicotteri a perlustrare. Così l'esodo ha avuto inizio. Nei fiumi delle nostre tre regioni imperversano ormai da anni, pioggia, nebbia, neve, festa o terremoto che sia. Sono professionisti dell’acqua di notte. Gente allenata a battersi coi pesci siluro, bestie che raggiungono anche i 4 metri (nel Po, due metri e mezzo per 140 kg). Sono organizzati in bande con reti, barche e furgoni. Scendono nei fiumi e scaricano la corrente elettrica in acqua con le batterie dei furgoni. Raffiche così alte. Sterminano tutto. Anche col bisolfito di sodio, che uccide i pesci. Prima però stendono chilometeri di reti.
Un giro di affari da 80 mila euro in nero a settimana, dicono le associazioni ambientaliste e gli agenti della Forestale. Alle spalle dei bracconieri c'è un’organizzazione con avvocati, case in affitto, associazioni di appoggio e centri di smistamento del pesce che finisce sul mercato nero a Roma, Torino, Chioggia o Milano o nel mercato romeno del cibo per cani. Spiega la Forestale: «Presidiano le sponde con sentinelle. Se sono a Rovigo, e arriva la polizia provinciale, loro si spostano sulla sponda di Ferrara. E lì devi aspettare quelli di Ferrara. Non siamo coordinati e non applichiamo le leggi», ammettono amareggiati. Quando le guardie provinciali finiscono il turno, la guerra infuria fra romeni e pescatori sportivi italiani (quelli che ributtano in fiume il pescato), questi ultimi richiamano la polizia. Ma le forze dell’ordine hanno i ranghi ridotti. Se e quando i bracconieri vengono fermati, sono subito rilasciati. «E lì si rischia che finisca con inseguimenti, se non a botte». Ad alcuni hanno tagliato le gomme, rubato canne e motori. «Ai mondiali di pesca di Ostellato, a Ferrara, facevamo la gara. Non c'era più pesce. Erano già passati», svela un agente della provinciale.
I romeni sono arrivati grazie a iniziative della Ue e a gemellaggi tra Romania e Italia. Come quello di Tulcea con Fratta Polesine, Rovigo, Aprilia e alleanze tra i delta di Po e Danubio. Nel 2007 ci fu l'ingresso nella Comunità europea della Romania, dove il siluro è carne prelibata. Il Danubio romeno diventa patrimonio Unesco, prende fondi e quindi si liberano dei loro predoni storici, i lipoveni. Ma Regione Lombardia, a maggio del 2012 (giunta Formigoni) delibera un protocollo d'intesa con la Sogemi spa, controllata dal Comune di Milano (giunta Pisapia), per commercializzare pesci d’acqua dolce come siluri, carassio e gardon. Terreno ottimo per il mercato dei lipoveni. «Pesce low cost, scommessa vinta, il mercato c'è» dice il neo assessore lombardo Gianni Fava sul giornale della Sogemi del gennaio 2015. Bisogna cioè provare a venderlo anche agli italiani, visto che costa poco. Ma i report di Wwf, Legambiente e Golettaverde provano l'alto inquinamento di molti dei fiumi in oggetto per pesticidi, liquami, rifiuti fecali e tossici. Un rapporto 2011 della Ue rileva nei pesci siluro del Po sostanze cancerogene.
Sul caso Libero ha chiesto spiegazioni ai responsabili del Delta del Po e al capo nazionale del Corpo forestale, Cesare Patrone, ma nessuno ha voluto rispondere. Il consigliere regionale emiliano Alan Fabbri della Lega ha presentato un interrogazione per fermare l'ecocidio. Ieri l'associazione Gruppo siluro Italia ha organizzato un'iniziativa in questo senso a Gonzaga di Mantova.
L'Unesco, nel 2014, ha bocciato la candidatura del Delta del Po al programma Uomo-biosfera Unesco, proposta dalle regioni Veneto ed Emilia Romagna. «Chi lo mangia più il pesce pescato nel Po», sbotta un simpatizzante leghista che ci porta a visitare un canale e aggiunge: «Li vedi. Sono arrivati con le Skoda e se ne vanno con le Porsche Cayenne».
Su concessione del "GIORNALE".

BLITZ ANTIBRACCONIERI

DUE BLITZ ANTI-BRACCONIERI: IN FUGA I PREDONI DEL FIUME
Liberati tre quintali di pesce di notte nel canal Bianco a Pontemerlano Lasciati in acqua più di tre chilometri di rete. Dopo meno di 24 ore il bis nel Mincio

MANTOVA 23 aprile 2015. Ancora un doppio colpo alle organizzazioni che praticano il bracconaggio nelle acque attorno alla città. Nella notte un servizio congiunto di agenti del Corpo Forestale dello Stato, di guardie ittiche della Provincia, e di vigilanti volontari di Parco del Mincio e Fipsas hanno messo in fuga i componenti di una banda che stava razziando quintali di pesce nel canal Bianco con una rete proibita.
Ai predoni dei fiumi, che si sono visti sorpresi proprio mentre finivano di calare le reti in acqua, non è rimasto che abbandonare tutto e fuggire. Nelle mani delle guardie sono rimasti la rete – sia i tre chilometri calati in acqua che quella ancora da gettare – il canotto, i remi, un paio di giubbini, cuffie, guanti e attrezzature. Nelle ultime settimane le segnalazioni di pescatori locali, relative alla presenza di furgoni con targa romena e ungherese lungo tutto il tratto del canale e lungo il Po, si sono fatte più frequenti.
Ecco perché gli agenti della Provincia e del Corpo Forestale dello Stato, del Parco del Mincio e della Federazione italiana pesca sportiva hanno iniziato una serie di servizi coordinati per pattugliare i punti più a rischio. Così anche la notte tra martedì e ieri. Tre auto, sei uomini in tutto. Con l’obiettivo di battere l’asse del canal Bianco da Formigosa verso Ostiglia. «L’altra notte abbiamo scelto il canal Bianco perché riteniamo che qui il bracconaggio sia più praticato – spiegano gli operatori – per i predoni delle acque è meno rischioso del Mincio o dei laghi: non è area protetta e non ci sono limiti all’utilizzo alimentare del pescato».
È stato nelle vicinanze del ponte Righella di strada Cadorna, a Pontemerlano di Roncoferraro, che le guardie, illuminato il corso del canale con i fari delle auto, hanno intravisto dei bagliori in acqua. Erano i galleggianti delle reti. Calate a zigzag nel letto del canale, c’era una rete per la pesca abusiva lunga oltre tre chilometri. Di quelle a maglia larga, per catturare grossi esemplari. Nelle reti c’erano quasi tre quintali di pesce, in particolare carpe (una cinquantina) e carassi.
Tutti gli esemplari sono stati liberati in acqua. Durante il pattugliamento in zona, imboscato tra la vegetazione, le guardie hanno rinvenuto il canotto con altri due sacchi di rete, pronta per essere calata, e altra attrezzatura. Tutto è stato confiscato. Servizi di questo genere, nonostante l’esiguità dei fondi a disposizione, saranno ripetuti. «Il fenomeno della pesca di frodo rischia di essere fuori controllo, anche in altre Province si segnala un aumento di episodi» spiegano le guardie. Ieri sera, a quasi 24 ore di distanza, il bis: ulteriore sequestro di reti e pesce alla Chiavica del Moro, nelle acque del Mincio. E ancora bracconieri in fuga.

PROTEZIONE CIVILE ABRUZZO


PROTEZIONE CIVILE CASALBORDINO