martedì 30 luglio 2013

DEGRADO FIUME TRIGNO

Degrado del fiume Trigno, il Ministero dell'ambiente bacchetta la Regione
De Sanctis (Wwf): «Necessaria un'immediata operazione trasparenza»

Lentella 24/07/2013 - Il Ministero dell'Ambiente è intervenuto sul degrado del Fiume Trigno a seguito delle denunce del Wwf con una lettera alle autorità regionali.
Dalla lettera emergono gravi inadempienze da parte degli enti regionali preposti nelle procedure relative alla potabilizzazione in quanto mancherebbero comunicazioni previste dalla legge e la registrazione di aree protette secondo quanto previsto dalla Direttiva comunitaria 60/2000 'Acque' attorno ai punti di monitoraggio nei tratti interessati dalle captazioni degli impianti di potabilizzazione. Inoltre il Ministero chiede lumi alla regione anche sulla richiesta di deroga per quanto riguarda la qualità delle acque, ritenendo necessario identificare le cause di questa situazione e i motivi per i quali non è possibile intervenire per tempo (ricordiamo che tutti i fiumi della Regione dovrebbero raggiungere lo stato di qualità 'buono' entro il 2015).
Dichiara Augusto De Sanctis, referente acque del WWF Abruzzo: «Quello che sta accadendo sul Trigno è indicativo della totale incapacità delle strutture regionali di affrontare con la dovuta attenzione lo stato di degrado dei nostri fiumi. In questo caso la gravità della situazione è esacerbata dalla presenza di captazioni per uso idropotabile per le quali, secondo la nota ministeriale, non risulterebbero state attuate misure di tutela e prevenzione previste dalla Direttiva comunitaria 60/2000. Si tratta di fatti estremamente gravi perché riguarda decine di migliaia di cittadini. Ovviamente gireremo la nota alle procure competenti ma intanto chiediamo a comuni, Asl, Regione Abruzzo e Arta un'immediata “operazione trasparenza” con la pubblicazione di tutti gli atti relativi al fiume Trigno sui rispettivi siti web».
Dichiara Ines Palena, presidente del Wwf Zona Frentana e Costa teatina: «Nonostante le nostre circostanziate denunce finora tutto pare continuare senza un cambio di rotta deciso. Da quanto ne sappiamo le azioni di monitoraggio volte alla classificazione del fiume Trigno ai fini idropotabili per la potabilizzazione sono state riattivate ma senza alcuna forma di partecipazione e trasparenza, nonostante le precise norme contenute nella Legge Regionale 31/2010. Tra queste ricordiamo la pubblicazione periodica delle analisi sui siti internet di Arta e Asl e la realizzazione di incontri pubblici nei principali comuni. Questo atteggiamento deve essere stigmatizzato perché gli enti devono operare a servizio del cittadino e non viceversa, visto che gli utenti pagano l'acqua sempre più cara ed è loro diritto conoscerne provenienza e qualità».
IL TRIGNO.NET

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